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Alla faccia dell’emancipazione!!!!

Quando pensi alle sessantottine e ti vergogni di te stessa

Mi considero, e mi sono sempre considerata, una donna libera. Libera di dire quello che penso senza freni, di uscire con le amiche quando mi va per andare dove voglio, libera di comprarmi quello che mi piace senza indottrinamenti altrui, libera di non aver voglia di preparare la cena al maritino se una sera sono troppo stanca, idem per le camicie stirate o fargli trovare il pranzo pronto.
Non fraintendetemi, non sono una menefreghista nei confronti del mio adorabile compagno e mi piace farlo stare bene, quindi se rientra tardi ma so che gli piacerebbe trovare una determinata cosa per cena e ho tempo, gliela preparo volentieri; diciamo che non ho sensi di colpa se non riesco a farlo però. Perché, come dice sempre anche lui, due manine ce le ha e può fare da solo. Ovviamente i ruoli in casa sono gli stessi, la casa è nostra e dobbiamo mantenerla in ordine e pulita entrambi. Siamo entrambi genitori di Tommaso e pensiamo alla cura e all’educazione di nostro figlio in egual misura.

Nulla da dire, starete pensando. Complimenti per la parità di ruoli che avete, starete pensando. Brava Sonia, w le donne e l’emancipazione, starete pensando.

E allora perché se esco da sola, quasi sempre per fare spesa o compere per la famiglia, lasciando i miei uomini a casa da soli, faccio tutto alla velocità della luce con un’ansia (immotivata) di sbrigarmi per tornare a casa  e riavere il controllo di tutto? Perché mi chiedo. Fabio è un papà superlativo, Tommaso è sempre stato un bambino che non da problemi quando è senza di me: dunque perché ho la testa fissa sul pensiero di rientrare presto perché, non so, potrebbero non prepararsi nulla di buono o salutare da mangiare o penso a Fabio che potrebbe sfuggirgli il fatto che Tommaso abbia sonno, fame, sete, freddo? È solo mania di controllo questa? Non so darmi una risposta. Mi innervosisco contro me stessa che mi vanto di essere indipendente in un certo modo e poi…faccio l’esatto opposto!

Ma non solo. A volte faccio io le cose in casa perché “come le faccio io non le fa nessuno”. Questo è davvero sbagliato, lo capisco! Un concetto che trovo molto spesso in tantissime altre donne, della serie:” si potrei fargli fare il letto a lui ma a me riesce meglio e quindi lo faccio io direttamente”. Un esempio di cosa intendo è anche:” Stirare lui? Noooo!! Poi comunque ci devo mettere mano io sui panni e allora tanto vale che lo faccio io direttamente!”
Questa idea spesso però la facciamo emergere anche con i nostri figli, come quando la mattina vorremmo che si vestissero da soli o si allacciassero soli le scarpe, ma la fretta è troppa, la campanella sta per suonare e allora li aiutamo noi per far prima, ma più che aiutarli li stiamo vestendo noi e le scarpe gliele infiliamo noi; anche i denti gleli laviamo noi, e perché no?  Gli imbocchiamo pure la colazione, anche se ha 8 o 9 o 10 anni…ma almeno facciamo prima. In questo modo stiamo dilaniando la loro autostima e autonomia, evidenziando ai loro occhietti che solo noi possiamo fare le cose e bene.

Ho conosciuto una famiglia che tutte le mattine chiedeva ai loro bambini di rifarsi il letto prima di uscire, ma non solo, si vestivano e si lavavano da soli, anche scegliendo i vestiti da mettersi autonomamente. Gli chiedevano di aiutarli nell’apparecchiare e sparecchiare la tavola, preparare la colazione (e così anche per pranzo e cena). Il segreto era alzare i bambini ad un orario che potessero fare tutto ciò coi loro tempi. Il risultato? Calma, pace e serenità nell’atmosfera domestica, perché nessuno impazziva e fremeva per il ritardo. Bambini con un’ autostima alle stelle, orgogliosi di aiutare la famiglia, di contribuire nella gestione della casa e felici dell’orgoglio dei genitori nei loro confronti. Erano bambini di 6 e 7 per la cronaca, e io ero la loro babysitter.

Quindi perché bramare la libertà professionale, libertà nell’essere donna indipendente nelle scelte lavorative e non, e poi non delegare mai nulla, né al marito e né ai figli, preferendo arrivare a tutto noi, da sole, continuando ad avere sì tutto sotto controllo, ma anche un maggior livello di stress nell’anima.
Io sono così per ora, non delego mai niente a nessuno, sia che riguardi la casa sia che riguardi mio figlio Tommaso. Cerco di arrvare a tutto come se avesso sei mani che lavorano. ci riesco? Si! Con fatica? Si, molta! ma giuro che ci sto lavorando: è un lavoro che devo fare su me stessa, cercare di avere fiducia negli altri che possano fare le cose che rifuardano la mia vita, bene tanto quanto me. Vorrei parlarvi nel futuro di questo mio lavoro e se sono riuscita a migliorare nella mia vita, sotto quest’ottica!

E voi siete mamme “faccio io che è meglio e facciamo prima” o siete mamme emancipate e vi fate aiutare molto per essere più libere di pensare a voi stesse? ( Pensando a voi stesse senza sensi di colpa poi, ovviamente!)

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