Abruzzo da scoprire

L’Aquila, un esempio di resilienza

309 morti è stata la conseguenza più dolorosa di quella notte, quel 6 Aprile di 11 anni fa. Poi ci sono stati gli sfollati e le centinaia di famiglie senza lavoro, chi aveva perso i suoi cari oltre che la propria abitazione.

2009
2020

Di certo non è paragonabile ad oggi quando, dopo più di dieci anni, la città dell’Aquila si trova di nuovo deserta, a combattere per la vita.

Ed è questo forse il nocciolo della questione: questa gloriosa e bellissima città abruzzese (ma soprattutto città italiana) ha sempre lottato per la vita.

É per le vite salvate che ha nutrito le speranze di rinascere ed è per l’amore per la vita che si è spinta fino al limite, per tornare fiorente e trionfante alla quotidianità. È per la vita che ha combattuto, perché le case venissero ricostruite, i negozi riaprissero, le scuole tornassero piene di ragazzi, i parchi di famiglie coi bambini, le aule universitarie stracolme di nuove generazioni rigurgitanti di sogni e progetti per il futuro.

Ed è il futuro quello che ha sempre spinto gli aquilani a rinascere dalle proprie ceneri meglio di prima.

Oggi l’Aquila ha ricordato cosí il giorno del ricordo di 11 anni fa

Oggi come allora, l’Aquila diventa di nuovo spettrale, malinconica e vuota, a causa del Corona Virus che non risparmia nessuno. Ma proprio oggi come nel 2009 e negli anni avvenire, l’Aquila si abbraccia nel silenzio di chi sa che non deve arrendersi e tornare a combattere.

Le conseguenze che porterà questo Virus come il fermo lavorativo o la crisi economica che si ritroveranno ad affrontare molte famiglie italiane, sono le macerie che dovrà ancora spazzar via questa città.
Non sono dunque macerie fisiche come quelle delle abitazioni e degli edifici andati giù come pedine del domino undici anni fa, ma sono macerie mentali, psicologiche, legate alla sopravvivenza.

La difficoltà più pesante da fronteggiare oggi e che vale per noi tutti, è il distanziamento sociale: noi italiani siamo un popolo che si abbraccia, che strilla, che piange, si dimena e gioisce con clamore, ride e balla, canta e vive di socialità, dello stare tra e con la gente.

Come tanti mi piacerebbe avere una soluzione pronta all’uso per far riemergere tutti noi dalle ceneri di questa grave crisi virale che ci ha colpiti, ma come tanti non ce l’ho.

Il mio unico mezzo è la parola.

Poco più di un mese fa, ho scritto un articolo per Green Planet News dove elencavo i luoghi culturali e storici che sono tornati fiorenti dopo la chiusura dal terremoto della città dell’Aquila: luoghi che hanno subito danni ma, chi prima e chi dopo, sono tornati ad essere di nuovo visitabili, calpestabili. Si può tornare ad ammirarli e riviverli.

Così prego tutti noi di tornare a muoversi e a visitare le città italiane al più presto, quando si potrà tornare alla vita che conoscevamo prima.

Venite a l’Aquila, amatela come chiunque fa dopo averla visitata: innamoratevi delle tradizioni, della cultura, dei reperti storici, della guida che vi illustrerà come viverla, del buon cibo e molto altro ancora.

Ecco l’articolo a riguardo:

https://www.greenplanetnews.it/cosa-vedere-a-laquila-oggi/

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4 commenti

  1. ALE dice:

    Ora come allora L’Aquila combatte a testa bassa. Ora, però, spetta ad ognuno di noi, rispettare le regole e avere pazienza nella scienza che è l’unica strada percorribile per uscire da questa emergenza.
    Eppure, già si vedono i contorni di una nuova emergenza che, ora come allora, è fatta di vite si inceppano e hanno bisogno di ripartire.

    1. Condivido cara Alessandra. Dobbiamo avere fede nelle scienze. Mi permetto di fare un appunto solo sul fatto che l’Aquila combatte a testa bassa, direi il contrario, ma capisco cosa intendevi dire. Una sorta di lotta silenziosa. In pochi annoverano la grande capacità che ha avuto questa città nel riemergere. Grazie ancora del tuo commento. A presto

  2. Federica dice:

    L’aquila è la mia seconda casa … vivo qui da tredici anni… grazie che ne promuovi il turismo! In attesa della fine dell’ emergenza

    1. Grazie a te….impossibile non promuovere e parlare dell’ Abruzzo quando ci sei profondamente legata!

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