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Cosa ne pensano i turisti stranieri di noi italiani?

L’Italia vista da fuori. I peggiori stereotipi sul nostro Paese

Quando vivevo a Firenze, sopratutto di questi tempi, la città cominciava a riempirsi di stranieri: studenti americani, famiglie giapponesi, coppie provenienti da ogni paese europeo, e molti altri ovviamente.

Duomo Firenze

A me succedeva non di rado di domandarmi cosa pensassero o cosa si stessero dicendo tra di loro, magari mentre passavo furtivamente davanti il Duomo, io che non ci facevo più caso alla sua bellezza vedendolo ogni giorno, alla sua maestosità.

Le facce esterrefatte che uscivano dagli Uffizi, i volti quasi commossi dopo esser saliti sulla cupola di Santa Maria in Fiore, sul campanile di Giotto, dopo essere usciti da Palazzo Vecchio, increduli nel vedere il museo a cielo aperto che è Firenze, e ancora Ponte Vecchio o i Giardini di Boboli... magari qualcuno di loro viveva nel 27°piano di un grattacielo e ha sempre vissuto in una metropoli: la città vs quel presepe che può apparire ai loro occhi, una città come la magnifica Firenze.

Firenze

Senza una pandemia mondiale, questo sarebbe stato il tempo di vacanze e di rilassarsi e come ogni anno, una delle mete preferite dai turisti stranieri sarebbe stato proprio il nostro Bel Paese: Roma, Venezia, Firenze, Napoli e chi più ne ha più ne metta.

Venezia

Posti bellissimi e panorami mozzafiato che tutti gli stranieri sognano di vedere almeno una volta nella vita. Ma la vera domanda è: cosa ne pensano i turisti stranieri di noi italiani? 

Qualche anno fa Business Insider ha stilato 7 comportamenti degli italiani che i turisti inglesi proprio non capiscono:

1) Il rumore. Che si tratti di persone che parlano per strada, di clacson che strombazzano all’impazzata o di televisori accesi a tutto volume, quello che per noi potrebbe sembrare normale “rumore di sottofondo”, per il turista straniero è come venire investito da una confusione di suoni, urla e schiamazzi.

2) I pranzi infiniti. Il piatto unico, questo (quasi) sconosciuto, perché un pasto-tipo in un qualunque ristorante italiano prevede almeno 3 portate: ovvero, antipasto; primo e secondo (che NON si mangiano insieme e quest’ultimo può essere con o senza contorno), a cui si aggiungono poi dolci, bevande e l’immancabile caffè.

3) La colazione. Scordatevi uova, bacon e prosciutto: la tipica colazione italiana si fa al bar e rigorosamente con caffè o cappuccino e brioche, biscotti o paste frolle. Alcuni turisti non la concepiscono affatto.

4) Gesticolare. E’ una delle caratteristiche che rendono unici gli italiani, bravi come pochi ad accompagnare qualunque racconto con il movimento delle mani, rendendolo ancor più coinvolgente e catturando così l’attenzione.

5) La famiglia. Gli italiani da sempre mettono i legami familiari al primo posto. Spesso questo si traduce in bambini (e adulti) viziati, abituati a comportamenti che all’esterno sono considerati maleducati.

6) Gli automobilisti arrabbiati. Guidano attaccati al paraurti di quello davanti, le strisce pedonali sono un optional e il clacson è indispensabile. Comportamenti che, superati i confini italiani, si vedono raramente.

E…udite udite….

7) Baci & abbracci. Comportamenti per noi normalissimi per salutare un amico che si incontra per strada ma, che per qualcuno meno aperto potrebbero essere un fastidio.

Stereotipo degli amici italiani

Motivo quest’ultimo per il quale noi italiani abbiamo vissuto claustrofobicamente questo costrittivo distanziamento sociale.

Distanziamento sociale

Ovviamente non siamo da meno: abbiamo degli stereotipi sugli stranieri anche noi, questo sia chiaro. I tedeschi sono burberi, i sud americani chiassosi, i nord europei freddi, gli africani urlano quando parlano, gli asiatici mangiano male…uhh quante ne ho sentite negli anni!

In un tempo da pandemia, durante il quale mi sono sentita tanto cittadina del mondo, perchè tutti sotto lo stesso cielo a vivere gli stessi disagi e perché senza globalizzazione la pandemia non si sarebbe diffusa…pensando a questi stereotipi e pregiudizi, mi sento poco global.


Siamo, forse alla fin fine, cittadini glocal: poco global, tanto local. Attaccati tutti indifferentemente alle proprie origini.

All’estero, lo stile di vita di noi italiani è preso a modello: la maggior parte degli stranieri pensa che lavoriamo poco, abbiamo ottimo cibo e bellissime spiagge.

Spiaggia Le Dune – Ortona

Questo è il classico stereotipo: «In Italia vivono bene, anzi, fin troppo bene!»

L’accanimento dei tedeschi contro di noi è forse dovuto proprio a questa visione? Per loro siamo ricchi, lavoriamo poco e, dulcis in fundo, non paghiamo le tasse!

In effetti c’è del vero: siamo oggettivamente il Paese più bello del mondo, con attrattive naturali senza pari. Ma andiamo spesso sui giornali per tutti i nostri guai legati alle frodi e al non pagare le tasse.

Dare a Cesare quel che é di Cesare…forse certi stereotipi ce li siamo cercati?

Italia! Dedica con gli alberi…Castelluccio di Norcia

Rimane pur sempre vero che, parlando con un turista straniero, si capisce che ci invidiano in tanti: i giapponesi sono ricchi ma vivono come sardine, molti cinesi sono ricchi ma respirano un’aria totalmente inquinata e la parte ricca degli americani abita in città anonime. Insomma, tutti vorrebbero vivere in Italia.

Esiste una vera e propria attrazione fatale per il nostro Paese, ma è superficiale.

Nel mondo, l’immagine dell’italiano è quella degli spot commerciali: per esempio, un ragazzo seduto a bere un bicchiere di vino con la sua fidanzata nel centro di Todi; oppure, affascinanti ragazze che passeggiano a Roma per Via dei Condotti.

Inoltre, nell’opinione della gente comune, l’Italia è uno straordinario laboratorio di beni di consumo.

Si ritiene (con fondatezza) che nel nostro Paese si concepiscano i migliori articoli per allietare la nostra quotidianità. Due sono i macrosettori più conosciuti del cosiddetto Made in Italy: il sistema casa e il sistema persona.

Al primo appartengono i marmi, le piastrelle, i mobili, l’illuminotecnica, i rubinetti e le macchinette per il caffè. La venerazione per questi prodotti si nota nella gente semplice che si incontra appena entrati nel Paese: dal doganiere al poliziotto, dal tassista al direttore dell’albergo, tutti amano l’Italia attraverso i suoi prodotti.

Al secondo macrosettore, il sistema persona, appartengono le aziende del tessile, abbigliamento, calzature, pelletteria, e la gioielleria. Se si aggiungono i prodotti alimentari e la cucina, la cornice è completa.

L’Italia sembra un Paese con una qualità della vita straordinaria: invidiato, apprezzato, blandito, imitato.

L’opinione pubblica internazionale tende a relegare l’immagine del nostro Paese agli stereotipi della moda, dell’alimentazione o del campionato di calcio, ma la nostra economia è quella delle fabbriche sempre attive, dei distretti e dei tanti piccoli e medi imprenditori che lottano tutti i giorni.

Le nostre facoltà di ingegneria, a partire dall’eccellenza del Politecnico di Milano, ogni anno valorizzano talenti indiscutibili, e la moda e il cibo sono una voce minoritaria della nostra esportazione.

Voi cosa ne pensate? Vi siete mai imbattuti in uno stereotipo solo perché siete italiani? Qualcuno ha un fondamento veritiero o no? Cosa dovrebbe trasparire maggiormente dall’Italia nella visione estera?





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