Isola di Favignana e Lipari: perché dovresti sceglierle quando visiti la Sicilia
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Isola di Favignana e Lipari: perché dovresti sceglierle quando visiti la Sicilia

Favignana (in siciliano Faugnana) appartiene all’arcipelago delle isole Egadi e di cui le principali isole, oltre a Favignana, sono Marettimo e Levarzo.
L’isola si caratterizza per la presenza di un’estesa macchia mediterranea che si lascia dolcemente circondare della sabbia splendente della spiaggia e da un mare azzurro, incontaminato, dove spunta qua e là qualche scogliera da cui è ancora possibile tuffarsi in tutta sicurezza per un divertimento assicurato. La sua origine è di natura vulcanica e le formazioni rocciose che si sono create nei secoli la rendono un luogo unico e suggestivo.

Cosa possiamo fare in sette giorni a Favignana? Sicuramente immersioni a tutto tondo e snorkeling, oltre a rilassanti passeggiate in bici a zonzo per l’isola alla scoperta di posti difficilmente raggiungibili con altri mezzi.
Le uniche limitazioni al nostro errare solitario sono quelle imposte dal fragile equilibrio faunistico (uccelli) e la presenza di piante officinali in alcune aree interdette ai turisti.

Ricordo che le isole Egadi, da qualche anno, sono divenute AMP (Area Marina Protetta) un patrimonio da preservare contro il turismo invasivo e di massa. E, a proposito di patrimoni da preservare, ci sono anche tradizioni da preservare proprio per la loro peculiarità e antichità come la festa della Madonna del Rosario, protettrice dei pescatori, che si celebra la prima domenica di ottobre con una lunga processione lungo le vie dell’isola per terminare nel porto dove i pescatori accolgono la Santissima suonando con le loro imbarcazioni per implorare protezione e abbondanza nella pesca.
La festa continua con spettacoli nella piazza antistante al porto e fuochi pirotecnici che rendono ancor più affascinante “l’isola del vento”.

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Se siete alla ricerca di foto mozzafiato, da postare sui social per ottenere una valanga di ‘mi piace’ l’isola ha il posto giusto per voi: il Belvedere Quattrocchi da cui è possibile ammirare e catturare con obiettivo della vostra fotocamera dei fantastici tramonti mentre gli ultimi raggi del sole illuminano magicamente i faraglioni di Pietra Menalda o di Pietra Lunga in un gioco di ombre  suggestive che arrivano fino al vulcano.

L’altro importante arcipelago che vale la pena visitare è costituito dalle isole Eolie e di cui la più grande è Lipari che offre i maggiori servizi di collegamento con le altre isole dell’arcipelago e certamente nota ai più per le distese di spiagge bianche che grazie alla polvere di pomice somigliano a delle distese di neve incandescente… in estate.
Lipari vanta anche la presenza di un leggendario castello risalente al 1500 e realizzato sotto il regno di Carlo V che, fra le altre cose, fece erigere un muro di cinta per proteggere la città dalle invasioni nemiche.

Particolarmente affascinante e romantica è la Torre Ellenica che accoglie il turista da lontano e stupendolo, appena varcato l’imponente portone, con lo stemma dei Borboni.

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Ma per quelli che alla polverosa storia preferiscono alzare gli occhi al cielo per sognare un po’ di più consiglio una capatina all’Osservatorio Geofisico situato sul monte Guardia e da dove è possibile godere di un panorama esclusivo.
La scogliera condurrà i vostri occhi dolcemente fino alla cima del vulcano Stromboli considerato attivo ancora oggi. Infatti, l’osservatorio, ha anche lo scopo di monitorare l’attività del vulcano che, (come si dice!) potrebbe risvegliarsi dal lungo sonno da un momento all’altro.
A ridosso del mare esiste anche una cripta (solo successivamente divenuta una chiesa)  dove vengono ancora custodite le reliquie di San Bartolomeo. La chiesa si caratterizza per la realizzazione di affreschi e sculture risalenti al 1600 circa e realizzati, interamente, da artisti del luogo.

Vorrei terminare questo breve viaggio sulle due isole siciliane ricordando che la storia di Favignana è fortemente legata alla famiglia Parodi che sin dal 1888 ha saputo trasformare la pesca del tonno, dello sgombro, delle acciughe, delle sardine e del salmone in un incredibile indotto economico per gli isolani.
Il Museo dell’ex Stabilimento Florio ne raccoglie tutta la sua essenza attraverso un percorso che negli anni ha saputo insegnare a molti il percorso imprenditoriale di uomini pionieri del moderno inscatolamento.

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