Road

Cosa vedere in un giorno in Italia, attraversandola da Est a Ovest

Come vivere un Road Trip con figli piccoli

I luoghi che abbiamo visitato:
Ortona a Mare – Spello – Lago Trasimeno – Outlet Village di Val di Chiana

 

Il viaggio dall’Abruzzo alla Toscana è un road trip ( un viaggio in macchina) che affronto spesso, da dodici anni ormai, che ho fatto in mille modi diversi: passando da Roma, da Bologna con il treno o da Faenza, da Norcia o Colfiorito, forse anche da L’Aquila, ma non ricordo. Ma cosa è cambiato adesso rispetto a qualche anno fa? La risposta è semplice! Adesso c’è il nostro ometto di un anno con noi e risulterebbe tutto più difficile, se non fosse che lui è davvero un bambino bravo e siamo molto fortunati per questo.

Prima di avere Tommaso in macchina con noi, cercavamo di fare anche “tutta una tirata”, quindi salire a Ortona e scendere a Firenze senza mai fare soste, perché l’idea era: prima arriviamo a casa e meglio è, non approfittando affatto dei luoghi che incontravamo lungo il tragitto! Adesso invece, grazie al fatto che dobbiamo fare per forza diverse soste per via del bambino, riusciamo a visitare paesi, borghi, città ..almeno quelli che più ci ispirano, proprio come abbiamo fatto nel nostro ultimo ritorno a casa. Noi crediamo che anche solo fermarci a vedere un paesaggio può essere rilassante e spezza comunque il viaggio (meteo permettendo)!

Quest’ultima traversata da est a ovest della nostra bella Italia, non l’abbiamo proprio studiata a tavolino ma ci siamo fermati dove ci ispirava di più ( e direi proprio che abbiamo fatto bene, perché abbiamo ricevuto una sorpresa ben gradita che scoprirete leggendo il post)! Se vi interessa sapere dove abbiamo sostato, com’è andato il viaggio e cosa abbiamo visto, restate sintonizzati…si parte!!!!

Tre valige, e dico ben tre trolley di cui uno enorme, sono pronti per essere caricati nel cofano. A tenergli compagnia sarà poi il passeggino, una busta di giocattoli di Tommaso (quelli che usa più spesso o che preferisce lì portiamo sempre con noi), qualche sacchetto con della spesa per riempire la dispensa quando arriviamo e il cofano si può dire che sia a posto! Perché la spesa per casa, vi starete chiedendo. Beh perché da buona mamma abruzzese, la mia, non mi fa partire senza qualche leccornia territoriale che non troverò una volta arrivata a Firenze o comunque cerca di aiutarmi, facendomi evitare di andare al supermercato dopo il viaggio. Effettivamente mi aiuta, perché dopo una giornata a cantare La bella Tartaruga e Whisky il ragnetto o a vedere e commentare ogni episodio di Bing Il Coniglietto, di certo abbiamo voglia solo di andare a riposarci e non di fare la spesa.

Tornando alla macchina, dicevamo, il cofano è ok, mentre sul sedile davanti ci sono i giubbotti, una copertina se Tommaso si addormenta, una felpa in caso facesse più freddo del previsto, l’acqua, frutta e biscotti in caso di attacchi di fame. Fabio è alla guida e io e Tommaso dietro, con la sua e la mia borsa di tutti i giorni al mio fianco.

Sono le 10:30 lasciamo Ortona a Mare. Partiamo!

Passeggiata Orientale, Ortona
Cstello Aragonese di Ortona
Porto di Ortona
Molo Sud

Il primo tratto del viaggio è in autostrada, entriamo al casello e imbocchiamo la A14 direzione Ancona e usciamo dall’autostrada al casello di Civitanova Marche. Ci vorrà circa un’ora e mezza ad arrivare qua e la cosa principale che vedrete sarà il mare, un mare bellissimo che, ahimè, vi sta salutando: vi accompagnerà finché sarete in autostrada, poi comincerete ad andare verso ovest e di lui nessuna traccia. Ma non disperate, ci saranno altri bellissimi posti che vi aiuteranno a dimenticarlo presto! – forse la sto mettendo un po’ troppo sul personale!-. Comunque una volta usciti dall’autostrada, da lì bisogna imboccare la SS77 seguendo le indicazioni per Perugia.

Primo consiglio che vi do su questo tratto se volete fermarvi: una volta usciti dall’autostrada a Civitanova potete incontrare numerosi negozi ma soprattutto outlet, i più famosi , nonché quelli che più mi interessano, sono Primigi e Intimissimi. Un’idea che potrei darvi è questa, se viaggiate su questo tratto proprio sotto Natale e dovete fare un regalo last minute.
Noi però non ci siamo fermati, perché Tommaso si era da poco addormentato e, per questa volta, non era una tappa che volevamo fare.

“Ok, Tommaso dorme da circa quaranta minuti, quindi tra un po’ si sveglierà”, esorta Fabio,(mio figlio non è un gran dormiglione in macchina) “dove vogliamo fermarci?” . “Fabio, quanto dista Spello da qui?”, e mi risponde:”Circa un’ora.. “. Di questo borgo ho un vago ricordo di moltissimi anni fa che sa di una pizza al tartufo buonissima e tanti fiori profumati, sinceramente ho proprio voglia di rivederla…sperando che Tommaso arrivi ancora dormendo là, altrimenti se si svegliasse adesso, non so se resisterebbe ancora un’ora seduto sul seggiolone. Dopotutto ha solo un anno e va compreso, ma decidiamo che sarà la nostra prima tappa, a poco più di due ore dalla partenza e quindi a circa metà del viaggio. Ancora un po’ titubanti per il piccolo, ma ormai abbiamo deciso!

Logicamente Tommaso si sveglierà dopo poco aver imboccato la statale, olè! Questo è un tratto un po’ noioso per chi non tollera stare troppo in macchina, quindi anche e soprattutto se sei un bambino, perché è  pieno di lunghe gallerie e per fermarsi è un po’ complicato. Ma il mio bambino è davvero bravo, nonché attirato dal gioco di luci delle gallerie, così riesco a farlo stare fermo e buono a lungo, seppur con fatica sopratutto nell’ultimo tratto. Sostiamo lungo la strada solo un quarto d’ora per una poppata time, che lo rilassa e gli smorza un po’ l’appetito fino al pranzo.

Con un sole a picchio sul cruscotto e un paesaggio da cui spiccano i colori del giallo e dell’arancione, arriviamo a Spello. Subito cominciamo a salire e ad ammirare, avvicinandosi sempre più dal basso verso l’alto al centro della città, la sua caratteristica pietra e i suoi colori tenui. Ci avviciniamo alla Porta di Spello, si una porta come se entrassimo una normale casa, adornata da una gran scritta “Spello Splendidissima Colonia Julia”! Spello è circondata dunque da mura e ha quattro porte per accedervi, questa che abbiamo incontrato arrivando con la imponente scritta, la Porta Consolare, caratterizzata da una torre e tre statue marmoree, è davvero stupenda. Anche se quella più bella a mio parere, è la Porta Venere che conduceva ad Assisi e che è contornata dalle due vigorose torri, oserei dire quasi fiabesche e visitabili all’interno. E Porta dell’Arce, che si attraversa passando da Viale Cappuccini, stupenda via principale da vedere assolutamente.

Purtroppo l’ingresso trionfale, stile Giulio Cesare, non ci è permesso perché, a causa di una festa, la strada è chiusa e ci rimandano ai parcheggi (a pagamento e non) dove poter lasciare il mezzo per poi salire a piedi.
“Ho capito bene Fabio? C’è una festa?” e comincio ad esultare come mio figlio quando vede un pallone. Adoro da morire le feste di paese, sagre o mercati che siano. Mi sento davvero fortunata ad aver beccato una festa proprio qui, oggi! ” Ma che sorpresa fantastica!”, esclamo tutta eccitata! e aggiungo tra me e me:” Ottima scelta a scegliere Spello!”
Parcheggiamo e ci dirigiamo in centro con Tommaso nel passeggino: armatevi di forza e pazienza perché spingere un passeggino lungo quelle salite proprio facile non è, ma vi posso incoraggiare dicendo che ne vale davvero la pena.
Giungiamo così nella Piazza principale e subito ci saltano agli occhi i diversi ramoscelli di ulivo sparsi qua e là, un palcoscenico in fondo alla piazza e un mega tendone con dentro dei tavoli con bottiglie dell’olio sopra. Ulivi +olio= festa dell’olio. “Eh sì è proprio la festa dell’olio”, grido io indicando una locandina che ho trovato. Infatti Spello fa parte del’Associazione Città dell’Olio. Tutto torna!

Però sono quasi le 13:30, tira parecchio vento e abbiamo una gran fame, tutti e tre. Poi, dato l’orario, non c’è nemmeno troppa gente in giro. Decidiamo di correre verso il corso principale alla ricerca di un posto dove accomodarci e pranzare. Per ora incontriamo solo paninoteche e uno stand con un uomo che fa gli arrosticini. Quando vedo fare gli arrosticini fuori dall’Abruzzo mi si drizzano le antenne, così mi avvicino. Sento che ha l’accento umbro:”Noooo cosa fai? Lascia fare gli arrosticini agli esperti abruzzesi”, vorrei gridargli, ma ovviamente non lo farò.
Entriamo poi in un vicolo. Spello è tutta vicoli e stradine adornate di adorabili case, preziose botteghe e fiori, fiori ovunque, nonostante la stagione. Consiglio infatti di visitarla in primavera o d’estate, se volete ammirarla fiorita. Non potete perdervi, ad esempio, la Festa delle Infiorate di Spello, dove vengono create, lungo strade e piazze, delle vere e proprie opere d’arte coi fiori, come se fossero tappeti colorati, credetemi, uno spettacolo! Assolutamente da vedere anche la notte dei Fiori di Spello, la nottata prima della festa, quando potete vedere il lavoro frenetico degli infioratori. Ci saranno numerosi spettacoli di musica e la mostra mercato.

Appuntate la visita in questo borgo tra i più belli d’Italia, tra Maggio e Giugno allora.

Ad un certo punto della nostra ricerca di un ristorantino, o qualsiasi altra cosa che ci dia del cibo subito, ci blocchiamo e ci chiedono di accostarci lungo il muro di lato, perché dovranno passare dei carri. Fabio con Tommaso sono molto più avanti di me, io rimango bloccata indietro, però sono ferma davanti una porta aperta e dall’interno arrivano ottimi profumini. Sembra sia una casa privata, non ricorda per nulla un ristorante. Mi cade l’occhio su una scritta lì accanto: “Domenica 18 novembre il menù è […] 18€”. Le pietanze sono scritte in dialetto quindi non saprei riscrivere cosa c’era. Escono un uomo e una donna, vestiti da contadini medievali e mi guardano. “Scusate, è possibile sedersi e mangiare?” chiedo. “Certo!” rispondono e ci indicano il tavolo, anzi i posti, perché mangeremo accanto ad altri sconosciuti su un tavolo da almeno otto posti. Non è nemmeno un tavolo in realtà, perché ci sono le panche su cui sedersi. Spiego che mio figlio e il suo papà sono rimasti lontani da me e decido di attendere la fine della sfilata dei carri per entrare, faccio un cenno a Fabio che finalmente si mangia e mi godo lo spettacolo!!!!

La sfilata dei carri è molto divertente, Tommaso è incantato. Questi carrettini sfilano per i vicoli di Spello portando gli ulivi addobbati come fossero abeti natalizi. Tra un carro e l’altro sfilano uomini, donne e bambini con vestiti tipici che cantano inni popolari e di tanto in tanto offrono ai passanti fermi ad ammirarli o a chi incontrano, mandarini o vin brulè, ma anche pezzi di focaccia. Tommaso afferra n pezzettino di pizza dalle mani di un bambino che avrà avuto al massimo sette anni e comincia di corsa a mangiarla di buon gusto.

Una volta entrati nella stanza dove pranzeremo, (non sarà più grande di quaranta mq), si nota immediatamente il clima casalingo e festaiolo. Siamo tutti seduti vicini a mangiare, si sta bene anche perché fa caldo. Ci spiegano che questo posto è una ex stalla, ci portano subito da bere vino e acqua. Tommaso diventa la mascotte del locale: attira l’attenzione di tutti, gira fra i tavoli e si diverte tanto.
Cosa mangiamo? Bruschette con cachi, bruschette con arance, un piatto con ceci e tonno, olive e salamini vari, una zuppa di fagioli con cotenna. L’ ultima portata è un mix di verdure saltate in padella tipo bietole o rape, salsicce e un pane tipo piadina ma più alta, delizioso, che qui chiamano crescia.


Anche Tommaso gradisce. Concludiamo il pasto con due fette di crostata, una con confettura di albicocche e una di mirtilli e delle ciambelline anch’esse tipiche del luogo, caffè e ci alziamo per uscire. Salutiamo le persone con le quali nel frattempo abbiamo interagito, chi ci ha servito e andiamo in esplorazione di Spello.
Ho scoperto, parlando con un bottegaio, che ogni domenica organizzano un tour “Spello di Vicolo in Vicolo”, che inizia verso le 11 del mattino. Tutte le informazioni le trovate sul sito del comune di Spello.

Adesso farò parlare le foto, per spiegarvi la bellezza di questo borgo e quanto siamo stati bene.

N.B.. Sia che vi fermate un giorno o soggiornate più giorni a Spello, non potete non visitare anche:

  • la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con la famosa Cappella Baglioni con il pavimento maiolicato e gli affreschi del Pinturicchio.

  • la Casa romana, adorna di mosaici originali;

  • La Pinacoteca;

  • Villa Costanzi, meglio conosciuta come Villa Fidelia.

Noi siamo ripartiti dopo un giro veloce, sia perchè Tommaso iniziava ad essere stanco, sia perchè faceva davvero molto freddo.

Eccoci di nuovo in macchina.” Ciao Ciao Spello!”, salutiamo io e Tommaso dal finestrino e ripartiamo alla volta di? Non lo sappiamo. Ma stavolta è Fabio a proporre:” Tra poco più di mezz’ora siamo sul Lago Trasimeno e il sole sta tramontando, è un buon connubio di cose per fare delle belle foto!”, propone. “Ok andata”, annuisco. Nemmeno a farlo apposta, arriviamo sul lago proprio quando il sole sta cominciando a tramontare ( e si, facendo due conti siamo stati fermi a Spello quasi tre ore)! L’atmosfera e la veduta del tramonto sul lago è a dir poco incredibile…

Sulla costa del Trasimeno trovate bar, paninoteche o ristoranti. Quindi se vi fermate qua anche solo per un caffè, beh, berrete un ottimo caffè con vista. Il lago è dotato di spiaggia ed è navigabile. Tanti eventi si tengono qui intorno a lui in ogni periodo, ma se venite a trovarlo nel mesi caldi non vorrete più andarvene. voglio suggerirvi inoltre, che a davvero pochi chilometri  da qui c’è Cortona, uno dei borghi più belli e visitati della Toscana. Noi per motivi tecnici, che sarebbero Tommaso e la stanchezza che stiamo accumulando, ripartiamo dal lago in direzione casa.

Ma (sì c’è un ma) quando usciamo dalla statale, faremo un’altra sosta non prevista. Poco prima di prendere di nuovo l’autostrada che ci porterà dritti a casa, sapete lì cosa c’è? C’è un outlet. Uno bello grosso. L’outlet Village di Val di Chiana.  Sto pensando di cambiare titolo a questo articolo in realtà e chiamarlo viaggio degli outlet. Ma sopratutto è un ottimo punto per sostare se siete una famiglia. E sotto le feste di Natale troverete anche un carosello per bambini e veramente tante luci e addobbi stupendi. Ci sono tanti posti dove mangiare, come il McDonald’s e i  negozi sono i più svariati. Noi solitamente entriamo in quelli sportivi come Adidas o Nike e andiamo a rifocillarci dei cioccolatini della Lindt. Direi che è davvero un ottimo luogo se avete regali da fare prossimamente, unendo il riposo e una sosta dal viaggio, all’utile e dilettevole.
È proprio il casello di Val di Chiana che ci apre le porte all’ultimo tratto di autostrada da fare. Tommaso si è addormentato adesso per fortuna e io riesco a riposarmi un po’.

Arrivo a casa: ore 19:20. È stata una domenica quasi più da gita fuori porta, non abbiamo la sensazione di aver fatto un viaggio lunghissimo. Siamo stanchi si, ma come quei giorni che decidi di passare ad un’ora da casa per fare qualcosa di diverso o vedere qualcosa di diverso.

Possiamo tranquillamente affermare che la prova ha funzionato!

Spese sistemate del viaggio in totale: circa 45 euro, escludendo cosa consumerete durante le soste.

Quindi se devi affrontare circa 4 ore e ½ di viaggio come noi, se hai tempo ovviamente e quindi non hai fretta, programma delle soste interessanti da fare lungo il percorso. Magari cerca un posto dove ci sia una festa di paese o qualcosa di straordinario da vedere assolutamente, come un mercatino e delle giostre, se hai bambini piccoli sopratutto. Il viaggio durerà molto di più ma paradossalmente sarà stato meno faticoso.

Spero che i miei consigli per fare Ortona – Firenze, o comunque Abruzzo – Toscana, vi piacciono. Questa è una tratta per noi molto comune, ogni volta che tornerò dalla mia famiglia affronterò questo viaggio. Dunque ci saranno altri articoli a riguardo su altri luoghi che visiteremo.

Fatemi sapere se le mie dritte vi torneranno utili lasciando un commento qui sotto. O consigliatemi quali altri posti potrei visitare proprio su questa tratta perché presto ripartiremo.

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.