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In Camper ecco 3 affascinanti Scoperte: Mantova, Borghetto e Dozza

Un weekend in camper alla scoperta di Mantova, Borghetto e Dozza

Poco tempo fa ho avuto modo di trascorrere un fine settimana in camper, in compagnia di una slendida coppia di amici e la loro piccola, amica del cuore di Tommaso.
Il meteo non prometteva nulla di buono e, nonostante il mix di regioni dalle quali proveniamo ( io abruzzese, mio marito e la mia amica toscani e suo marito veneto), non avevamo ben chiaro, nemmeno alla partenza, che mete vedere e che paesi toccare.


La mattina di sabato, quando decidiamo finalmente di partire alla volta di Mantova, la situazione metereologica non ci ha salutati nei migliori dei modi poiché il primo giorno trascorso qui, su strada e nel mantovano, abbiamo avuto la sensazione di non esserci mai allontanati dalla Toscana, vista la pioggia fastidiosa e la fitta nebbia.
Ma la città lombarda è sorprendente, suggestiva e sublime e la situazione si è ripresa, lasciato il camper all’esterno della città in un’area riservata, siamo andati alla volta di Mantova ormai nel tardo pomeriggio, mostrandoci come, anche alla fine di gennaio, un soggiorno qui possa trasformarsi in un incanto archittetonico fatto di storia, cultura e misticismo.

Certo, non si può dire che muoversi turisticamente nel mese di gennaio sia in cima alle classifica delle situazioni turistiche più popolari tra i vacanzieri, però sono tante le cose che mi hanno sorpresa di questo luogo, tante le cose che proprio non immaginavo di trovare, tra bar, negozi, botteghine e ristoranti. Eh si, non prendetevela ma credevo di trovare la classica città del nord immersa nella nebbia e dove alle 18 di sera è tutto chiuso e serrato.

Ed è proprio da qui che voglio partire, da ciò che mi e ci ha sorpreso di questa città. Perché, al contrario della legge, viaggiare non solo ammette l’ignoranza, ma spesso capita che più si ignora e più si apprezza una meta.

Mantova

Mantova, magnifica città d’arted’impronta rinascimentale, inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e nel 2016 eletta Capitale italiana della cultura, è una città piuttosto tranquilla e di norma, per passare una serata movimentata, chi ci vive si sposta in provincia: eppure diversi sono i locali più in o i posti più classici, dalla clientela adulta dove bere un calice di vino, molti i ritrovi universitari o per i lavoratori che vogliono trovare un po’ relax accompagnato da qualche stuzzichino goloso.

Dai musei alle chiese, i luoghi d’interesse turistico di Mantova sono numerosi: teatri, torri e un gran numero di Palazzi che hanno fatto la storia.
Non mi metterò ad elencare i siti dìinteresse storico e architettonico, è un elenco che trovate su tanti siti, anzi tantissimi direi.
Vi descrivo solo ciò che in una mezza giornata vale la pena vedere, in questa affascinante città:

  • Mantova è una città circondata da 3 laghi artificiali, perchè allora non pensare a visitare i dintorni si questa meraviglia architettonica, navigando i laghi di Mantova con una crociera, che permette di vedere tutta la città dall’acqua. Questo tipo di visita consente di unire l’aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un’oasi naturale più unica che rara.
  • Nota per l’architettura rinascimentale degli edifici eretti dai Gonzaga, non possiamo saltare una visita al Palazzo Ducale, imponente struttura che ospita la Camera degli Sposi, decorata da affreschi di Andrea Mantegna. Al suo interno ripercorrerete un viaggio lungo quattro secoli, dal 1320 al 1707, passando dallo stile medievale, a quello rinascimentale e infine al neoclassico.
  • I Gonzaga fecero erigere anche il Palazzo Te, noto per la Sala dei Giganti, in cui ogni superficie è ricoperta da dipinti di scene mitologiche. Nella Sala Grande dei Cavalli, dei Giganti e di Amore e Psiche vi sembrerà di essere in un’atmosfera surreale e mitologica. Federico II Gonzaga, grazie a questo Palazzo, ottenne da Carlo V nel 1530 il titolo nobiliare di duca.
  • Piazza Sordello, centro del potere politico e religioso della città. La famiglia Gonzaga nel 1350 ha ridisegnato la Piazza, che conserva ancora oggi la sua emozionante impronta medievale.
  • Tappa obbligatoria  è anche il Castello di San Giorgio inglobato nel possente Palazzo Ducale. Vi troverete davanti a un edificio di pianta quadrata formato da quattro torri angolari e cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi, volto a difesa della città. 
  • In Piazza Sordello si trova anche il Duomo di Mantova, dedicato a San Pietro, luogo di culto principale della città lombarda. 
  • A pochi passi da Palazzo Ducale, armonia di forme ed eleganza nella Basilica di Sant’Andrea, la più grande di Mantova. Progettata da Leon Battista Alberti con la sua cupola alta 80 metri, non saltate la visita alla cripta e i Sacri vasi del centurione Longino, conservati in una teca.
  • Infine direi di non perdervi la vista mozzafiato dalla Torre dell’Orologio, costruita nella seconda metà del Quattrocento dal meccanico, matematico e astrologo Bartolomeo Manfredi, noto come Bartolomeo dell’Orologio, a servizio della famiglia Gonzaga. La Torre è un gioiello di architettura, arte e tecnica con un orologio con le ore contrassegnate da numeri romani, segni zodiacali, ore planetarie, giorni della Luna e posizione degli astri. I vostri occhi resteranno stupiti davanti agli ingranaggi interni e al meccanismo che fa funzionare le campane quando scocca l’ora. In cima alla torre avrete l’onore di osservare Mantova e i laghi che circondano la città, a circa 32 metri d’altezza.

Borghetto sul Mincio

Domenica mattina ripartiamo da Mantova, ovviamente con i nostri tempi lunghi, visto che avevamo due bambini di due ani da sistemare oltre a noi 4 adulti…e ci dirigiamo alla volta di Borghetto, una frazione di Verona. Ci abbiamo impiegato circa due ore ad arrivare e, quello che si presenta ai nostri occhi è una longimirante stazione fortificata sul fiume, dall’aspetto medievale, una realtà conservata benissimo che ti riporta nel passato.
Infatti in questo borgo è stata da sempre adoperata una politica di conservazione degli antichi edifici, che ha fatto sì che non si perdesse l’aspetto originale del borgo.

Più unico che raro trovare tante strutture di una civiltà antichissima così bene conservate, ma soprattutto vedere le solite attività ancora funzionanti.


Ma a cosa si deve la nascita di questa preziosa cittadina?
Per quasi 1000 anni, Borghetto sul Mincio è stato un percorso obbligato per chi voleva spostarsi da sud a ovest nelle terre venete, e nel corso dei secoli persino grandi eserciti come l’armata francese di Napoleone nel 1796, o le truppe piemontesi durante la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859, hanno attraversato il suo ponte fortificato.

Quale ponte? Ponte Visconteo, chiamato anche Pontelungo ( oddio con questi nomi mi sebra di essere nello Hobbit) dagli abitanti della zona, un ponte-diga di 650 metri costruito nel 1395 sul corso del fiume con l’intento di far deviare il Mincio dal suo letto che conduce fino a Mantova.
La costruzione è composta dalla lunga diga e dall’imponente rocca centrale dove risiedeva la guarnigione di sorveglianza.


Visitarlo è d’obbligo, è un’emozione unica, soprattutto se da esso percorrerete il tracciato dell’antica fortificazione per dirigervi verso lo spettacolare Castello Scaligero, situato appena oltre il Mincio sulla sommità di una piccola collina.
Dalle sue alte mura godrete di una meravigliosa vista sull’intera zona sottostante e potrete visitare l’antica torre rotonda dove una leggenda vuole che sia ancora sepolta la spada di un cavaliere ucciso con l’inganno. E nelle notti di luna piena c’è chi giura persino di aver sentito inspiegabili lamenti… come se il povero cavaliere fosse tornato proprio in quel luogo di Valeggio sul Mincio per cercare la sua arma.

Il Paese dei Mulini, chiamato da noi altri, Borghetto fa ovviamente parte del club Borghi più belli d’Italia con i suoi antichi mulini ad acqua e le antiche case di pietra risalenti al medioevo e perfettamente restaurate.

Vi consiglio di prendere in considerazione di soggiornare a Borghetto sul Mincio per vivere la magia di ammirare l’alba sul fiume, magari non a gennaio ma nei mesi primaverili ed estivi, quando i prati sono fioriti e i locali aperti con i tavolini sul bordo delle acque.

I Mulini ci hano davvero catturato, soprattutto i nostri piccoli, con le caratteristiche ruote in metallo e i muri in pietra, risalenti all’inizio del ‘400 ma ancora conservati in ottime condizioni; tre di questi mulini sono ancora funzionanti in modo impeccabile ed è possibile visitarne l’interno per vedere gli ingranaggi che trasferiscono la forza del fiume fino alla grande macina di pietra.

Un paese romantico se siete una coppia, un paese suggestivo se siete una famiglia.

Dozza

Di ritorno da Borghetto, dopo il pranzo sul camper posteggiato vicino un furgone che faceva degli ottimi panini, e per il quale non abbiamo resistito al profumo che emanava, abbiamo gustato uno dei loro panini, diciamo di loro inventiva, che ho digerito dopo due giorni, ( scherzo! e comunque i bambini hanno mangiato un piatto di pasta), siamo ripartiti per tornare verso Firenze, per rientrare in serata a casa: ovviamente non volevamo farci sfuggire un’altra tappa, i bambini sono crollati (e anche le mamme, anzi no, una mamma, io!) e ci siamo fermati, quando era già buio, a Dozza!

Dozza o Dòza in romagnolo, è un piccolo borgo medievale di poco più di cinquemila abitanti, facente parte dell’aerea metropolitana della città di Bologna. Dire che Dozza è bella è minimizzare, dire che è molto suggestiva e di paesini così se ne vedono pochi, è essere banali, ma è così esattamente. che come ci disse il barista che abbiamo conosciuto appena entrati nel paese, fermati per una pausa caffè, “in dieci minuti la giri tutta!“.

Sulla stessa idea di Aielli, il paesino in provincia dell’ Aquila che ho visitato l’estate scorsa e che qui di seguito potete trovare articolo e immagini:

http://www.soniaroadlife.com/tag/aielli/

Anche a Dozza l’arte si fa paesaggio urbano ed arreda i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di opere realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea. All’interno della Rocca sono conservati gli affreschi e i bozzetti delle opere su muro esposti nel Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto.

Visitate il Borgo , anche’esso tra i più beli d’Italia ( e qui mi rendo conto che abbiamo visitato solo borghi tra i più belli d’Italia, perchè noi siamo così, ci piace visitare luohgi piccoli, piacevoli, artistici e gratificanti) nei mesi di Maggio o Settembre, quando potete partecipare alla “Festa del Vino” e alla “Nuova Biennale del Muro Dipinto”.

Un giro nel centro del paese, che davvero percorrete in breve tempo se non vi fermate ad ammirare uno ad uno le opere sui muri dele case, ha la caratteristica forma a fuso e conserva intatto l’originale stampo edilizio di stampo medioevale. La possente Rocca Sforzesca, posta all’inizio del paese, si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato, che segue il tracciato delle antiche mura.
La Rocca fu voluta da Caterina Sforza, che la riedificò alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca. I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.

Cosa non dovete assolutamente perdere durante il vostro passaggio a Dozza?

Da visitare gli appartamenti del piano nobile della Rocca Sforzesca: il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina, le prigioni, le stanze di tortura, i camminamenti sulle torri. Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre i sotterranei ospitano l’Enoteca Regionale dell’ Emilia Romagna.

PER SOGGIORNARE, FOSSI IN VOI, SCEGLIEREI UNA CAMERA CON VISTA: posto all’interno di un convento del 1200 completamente ristrutturato, l’Hotel Monte del Re è un luogo ideale dove abbinare lavoro e relax. Situato su una collina panoramica che domina il borgo medievale, è dotato di una magnifica piscina esterna circondata dal verde. L’antica chiesa è oggi adibita a sala convegni adatta soprattutto per simposi e seminari.

E PER QUANTO RIGUARDA IL MANGIARE? Dalle tagliatelle ai garganelli, ai tortelli di ricotta alla salvia, qui la pasta è fatta rigorosamente con la sfoglia tirata a mano. Tra i secondi dominano le carni ai ferri, come fiorentina e castrato. Immancabile la piadina, da abbinare con formaggi molli, come il freschissimo squacquerone, e gli ottimi salumi. In fatto di vini la scelta è ricca, regna tra i rossi il Sangiovese DOC e fra i bianchi l’Albana DOCG. Dozza è attraversata dalla Strada dei Vini e Sapori Colli d’Imola.

Non si può lasciare Dozza senza aver visitato l’Enoteca Regionale. Situata nei suggestivi sotterranei della Rocca Sforzesca, si trovano esposte, e in vendita, oltre 800 etichette selezionate. Il percorso è organizzato secondo il criterio degli abbinamenti con i cibi. I locali ospitano inoltre un wine bar per degustazioni guidate da sommeliers professionisti.

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2 commenti

  1. Federica dice:

    Davvero molto interessante il tuo articolo!!! Sicuramente stimola la voglia a visitare questi posti ! Anche con i bambini al seguito … una bella vacanza in camper!

    1. Grazie Federica, certo… sicuramente una vacanza in camper coi bambini è faticoso ma allo stesso tempo molto divertente, soprattutto per loro.

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